Un progetto di ricerca che dà voce al dolore vulvare cronico e alle persone 

VulvASP indaga come il dolore vulvare e pelvi-perineale viene vissuto, interpretato e affrontato nella vita quotidiana
L'obiettivo è semplice ma fondamentale: rendere visibile un dolore che troppe volte è stato ignorato e contribuire a migliorare l’accesso alle cure 

Perché VulvASP?

Il dolore vulvare e pelvi-perineale colpisce molte più persone di quanto si immagini, ma spesso resta invisibile. C’è chi aspetta una diagnosi per anni, chi viene liquidatə come “stressatə”, chi non trova ascolto e riconoscimento. L'accesso a diagnosi e terapie è ostacolato da molti fattori, tra cui la scarsità di conoscenze (bio)mediche e la lacunosa formazione del personale sanitario. L'Italia non riconosce la vulvodinia, subordinando l'accesso alle cure al privilegio economico.

Oggi il dolore vulvare e pelvi-perineale non è riconosciuto come condizione legittima di cure. Questa invisibilità non è casuale: nasce da tabù, silenzi, imbarazzi e convinzioni culturali che rendono difficile nominare il dolore dei genitali e riconoscere il piacere femminile.

VulvASP nasce per cambiare questo scenario

Studiamo come il dolore vulvare e pelvi-perineale viene compreso e raccontato nelle famiglie, nelle relazioni affettive e sociali, online e negli ambulatori.
Diamo spazio alle storie, ai vissuti, ai corpi, alle parole e ai silenzi.


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