VulvASP è un progetto di ricerca qualitativo e multi-situato di antropologia medica volto ad esplorare le esperienze di dolore e di cura della vulvodinia, una patologia di causa ancora ignota ma che colpisce circa il 10-15% delle persone con vulva. Questa condizione è principalmente caratterizzata da dolori pelvi-perineali cronici invalidanti.
Decostruendo i fattori socioculturali di normalizzazione del dolore, VulvASP coinvolge specialistɜ della salute, persone malate, loro partner e familiari, associazioni e gruppi online, al fine di migliorare i percorsi di giustizia sanitaria con azioni di trasformazione sociale. Prima che essere fenomeni biologici, le malattie sono esperienze sociali, così come la cura e il riconoscimento del dolore.
Guardando alla malattia come costrutto sociale e realtà multipla, il progetto VulvASP indaga i momenti in cui si creano le maggiori condizioni di discriminazione, nomadismo terapeutico e rischi di cronicizzazione. L’analisi etnografica è finalizzata ad azioni concrete di prevenzione, tra cui video, strumenti per professionistɜ sanitariɜ e un festival artistico-scientifico nel 2028.
Comprendere i fattori socio-culturali che plasmano l’incorporazione del dolore vulvare e pelvi-perineale cronico
Definire i nodi cruciali dell’esperienza di malattia e di accesso alle cure
Indagare i meccanismi fondamentali collegati alla crisi della fiducia clinica e al sostegno dell'alleanza terapeutica
Analizzare i fattori di rischio e le condizioni di vulnerabilità che espongono a cronicizzazione del dolore, ritardo diagnostico e nomadismo terapeutico
Comparare pratiche di cura e riconoscimento del dolore in contesti pubblici e privati, sanitari e informali, laici e religiosi
Contrastare la normalizzazione del dolore vulvare e pelvi-perineale attraverso una maggiore visibilità dei suoi determinanti socio-culturali.
Facilitare la percezione del dolore vulvare e pelvi-perineale come esperienza legittima, contribuendo a migliorare l’accesso alle cure e la qualità dell’assistenza.
Migliorare l’alleanza terapeutica: più ascolto, più dialogo, più possibilità di cure efficaci.
Stimolare un cambiamento culturale che renda la salute genitale un tema condiviso e non un tabù.
Sostenere l'estensione del safeguarding verso la salute vulvare e pelvi-perineale
Università degli studi di Bergamo, dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione - Host Institution
Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia - Partner1
Università di Torino, dipartimento Culture, Politica e Società - Partner2
Istituto di Antropologia della Pontifica Università Gregoriana
CRE.ME – Creative Methods Open Lab - UniBG
Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo
Alma Futura
Comune di Bergamo (per attività di public engagement)
Set video per sensibilizzare sul dolore vulvare e pelvi-perineale
Kit grafico per professionistɜ della salute con indicazioni pratiche
Attività di disseminazione: mostre, performance e incontri pubblici
Pubblicazioni scientifiche per condividere risultati e best practices
Linee guida a sostegno dell'accesso alle cure nel contesto pubblico e per le comunità religiose
Interviste semi-strutturate in profondità
Osservazione partecipante in luoghi di cura pubblici e privati
Incontri con professionistɜ sanitarɜ
Analisi dei percorsi di cura
Etnografia digitale in gruppi dedicati alla cura del dolore vulvare e pelvi-perineale cronico
Laboratori creativi (arts-based ethnography) per raccontare il dolore oltre le parole
Collaborazioni artistiche (ethnography-based arts)
Incontri laboratoriali con membrɜ di comunità religiose
Survey esplorativo sull'accesso alla salute in comunità religiose
1.10.2025 - 30.9.2028 (36 mesi)
Il dolore vulvare e pelvi-perineale ha pochi spazi per essere raccontato.
Le attività creative – come manipolazione di piccoli oggetti, disegni, materiali tattili e narrazioni multisensoriali – possono aiutano a:
elaborare esperienze
dare forma a emozioni complesse
comunicare ciò che è difficile dire
trovare nuovi modi per parlare del corpo, di sè, delle relazioni e del proprio vissuto
coinvolgere anche chi non si sente a suo agio con un’intervista classica
Vulvar Dialogues About Youth and Sexuality (V-DAYS), Università di Torino, PI Valentina Proserpio. Progetto vincitore del bando di Ateneo di Public Engagement 2023 ( 2024-2025).
Il progetto V-DAYS combina le esperienze di diverse discipline con l'intento di costruire sapere e strumenti divulgativi sulla salute sessuale delle persone con vulva: sociologhe, microbiologhe, linguiste, psicologhe, antropologhe, geografe e specialistɜ in ambito medico-sanitario hanno condiviso le loro competenze e le hanno riformulate con l'aiuto di un gruppo di studentɜ volontarɜ. Da questo scambio sono scaturite iniziative di formazione da proporre attraverso incontri nelle scuole superiori di secondo grado di Torino e merende sinoire rivolte alla popolazione adulta.
VU-GAMES, Università di Torino, PI Virginia Zorzi. Progetto vincitore del bando di Public Engagement 2025 del dipartimento Culture, Politica e Società (1.6.2025-30.12.2026)
In continuità con V-Days, il progetto Vu-Games mira a sensibilizzare e formare il personale sanitario sulla vulvodinia, per promuovere consapevolezza, validazione del dolore e un approccio multidisciplinare alla cura, valorizzando i saperi situati di chi vive questa patologia. Attraverso metodologie partecipative, membri di associazioni di pazienti e caregiver e professionistɜ sanitariɜ collaborano con il gruppo di ricerca alla creazione di un gioco da tavolo esperienziale che simuli il complesso percorso diagnostico-terapeutico di chi soffre di vulvodinia. Dopo una fase di formazione e ideazione collaborativa, il gioco viene progettato con il supporto di un game designer e poi collaudato in sedi sanitarie e in eventi pubblici.
forthcoming: Manfredi Federica. "Inside or Outside Vulvas? Reflexivity, Cultural (Un)Density, and the challenges of a pain-free heterosexual ethnographer with child to raise" in Public Anthropologist.
forthcoming: Ferrero Camoletto Raffaella, Manfredi Federica. Navigating medicalization between authority and embodied knowledge. A socio-anthropological analysis of vulvodynia pain politics in Italy. In Studi Culturali.